L’antibiotico resistenza è un fenomeno di adattamento di alcuni microorganismi che acquisiscono la capacità di sopravvivere e proliferare, nonostante l’azione contraria degli agenti antibatterici (antibiotici). Questo fenomeno è in costante crescita, e merita un’attenzione particolare, in quanto le infezioni causate da batteri resistenti, che spesso insorgono e si diffondono in particolare nelle strutture sanitarie e negli ospedali, sono difficili da curare e hanno maggiori probabilità di causare complicanze e, in alcuni casi, anche il decesso del paziente.
I batteri resistono agli antibiotici in modi diversi:
Il fenomeno più inquietante e in piena espansione a livello mondiale è l’accumulo di più forme di resistenza in alcuni batteri patogeni. Questi batteri multi-resistenti riescono a proliferare normalmente anche in presenza di più classi di antibiotico. Alcuni sono addirittura in grado di resistere a qualsiasi antibiotico conosciuto, e per questa ragione sono definiti pan-resistenti.
La comparsa di resistenza all’antibiotico può essere favorita da diversi fattori. In primo luogo, è proprio l’utilizzo di antibiotici a contribuire alla selezione di microrganismi resistenti. Il fenomeno è accelerato dall’uso improprio ed eccessivo di questi farmaci, dal loro impiego su larga scala nell’allevamento degli animali e nell’attività agricola, e dalla globalizzazione, che facilita gli scambi di merci e i viaggi internazionali, aumentando la diffusione dei ceppi resistenti e favorendo lo sviluppo di epidemie.
L’antibiotico resistenza è uno dei principali problemi di salute pubblica dei nostri tempi a livello mondiale e minaccia l’efficacia del trattamento di una gamma sempre più ampia di infezioni.
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), nella regione europea ogni anno 6,25 persone su 100 muoiono a causa di infezioni da ceppi batterici resistenti. Secondo un report dell’Ente europeo di riferimento per il Controllo della Malattie Infettive (ECDC) e pubblicato alla fine dello scorso anno, si stima che in Italia per 100.000 abitanti vi sono almeno 19 decessi attribuibili ad infezioni da microrganismi multiresistenti all’anno.
Il Ministero della Salute ha approvato a febbraio di quest’anno il nuovo “Piano Nazionale di Contrasto all’Antimicrobico Resistenza-PNCAR 2022-2025” che mette in grande rilievo il concetto di “One Health” ovvero considerare tutti gli aspetti delle infezioni a livello ambientale, animale e umano. Un altro degli obiettivi primari del PNCAR è gestire al meglio la prevenzione, sorveglianza ed il buon uso degli antibiotici nella “transizione” dei pazienti tra ospedale e territorio con l’obiettivo di evitare o ridurre al minimo il rischio di contrarre infezioni e colonizzazioni da batteri multi-resistenti che si stanno diffondendo sempre più anche a livello territoriale
Le infezioni da batteri resistenti, come quelle urinarie, la setticemia, la polmonite, la tubercolosi e alcune infezioni sessualmente trasmesse (IST) come la gonorrea, possono diventare intrattabili. Senza trattamenti efficaci, anche procedure di routine potrebbero trasformarsi in rischi elevati.
L’uso di farmaci alternativi agli antibiotici, quando possibile, è spesso meno efficace e comporta maggiori effetti collaterali, aggravando ulteriormente il problema.
Oltre al costo umano, l’antibiotico resistenza genera un peso economico significativo:
Ciascun individuo, nel proprio piccolo, può dare un contributo rilevante per contrastare l’antibiotico-resistenza. È importante in particolare ricordare che gli antibiotici devono essere sempre prescritti da un medico in quanto:
È quindi fondamentale evitare il “fai da te” e non iniziare in autonomia una terapia antibiotica, utilizzando farmaci avanzati da una precedente prescrizione, né cercando di procurarseli senza prescrizione medica.